whoever said money doesn't buy happiness obviously didn't know where to shop!

domenica 27 marzo 2011

Venerdì ho finito di leggere il libro Non Lasciarmi e sabato sono andata al cinema a vedere l’omonimo film.

"Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole "donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita."

Allora, per la prima volta mi ritrovo a dire che il film è stato meglio del libro, a mio parere ovviamente. Durante la lettura del libro ho sempre avuto la sensazione che l’autore Ishiguro non desse le informazioni necessarie affinchè il lettore potesse capire bene il cuore della storia, cioè il concetto di clonazione, sperimentazione scientifica, ecc… La prima (ed unica) volta in cui si fa chiarezza su quello di cui si parla è nel capitolo 22, e se pensate che i capitoli sono 23 capite bene la frustrazione. Per ¾ del libro si racconta semplicemente di questi tre ragazzi, delle loro vicende, le loro storie, delle loro esperienze…senza accennare MAI al fatto che questi ragazzi, insieme ai loro compagni, sono frutto di clonazione e che una volta adulti saranno destinati alla donazione dei loro organi. Al contrario, nel film si delinea subito il contesto in cui si svolge tutta la storia. E’ tutto più chiaro, ed il senso di impotenza, di angoscia, di rabbia arriva in maniera più immediata perché evidentemente il regista del film ha deciso che certe informazioni chiave andavano dati subito. Invece Ishiguro non ha fatto così, per ¾ del libro è come se si narrasse una storia qualunque di ragazzi che vivono in un collegio----niente suspance, niente coinvolgimento, zero! Lo so che il mio parare è in contro tendenza perché tutte le persone che hanno letto questo libro hanno dato ottimi pareri, ma io facendo un paragone tra libro e film mi sento di dire che il film è riuscito a dare quelle emozioni che dal libro non mi sono arrivate. Ciononostante rimane il fatto che Ishiguro è stato geniale a pensare ad una storia simile, davvero eccezionale.

Quindi questa volta, invece di consigliarvi il libro (che potete sempre leggere perché è comunque un libro valido) vi dico di andare al cinema a vedere il film!!!!!!!!!!!

1 commento:

  1. Non mi è mai capitato di preferire un film al libro, ma ti credo sulla parola e andrei volentieri al cinema.

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